La Festa della Madonna delle Grazie celebrata in amicizia con la Comunità greco-cattolica Ucraina di Ottaviano

Il 2 luglio scorso, festa della Madonna Grazie, ci siamo ritrovati nell’antica chiesa di via Costantini per la celebrazione della Santa Messa. Questo appuntamento, sempre molto atteso da quanti vivono all’ombra di questa chiesa, negli ultimi anni ha assunto un particolare significato. Si pone infatti a conclusione delle diverse visite alle famiglie nei Rioni della parrocchia che avvengono ormai da dodici anni nei mesi di maggio e giugno. Sono momenti attesi da tutti, in cui ci ritroviamo per pregare insieme, meditare la Sacra Scrittura e celebrare l’Eucaristia. I cortili della nostra comunità diventano oltre che luoghi di preghiera, anche luoghi di comunione e di ospitalità che rafforzano i vincoli di amicizia e di fraternità.

Il ritrovarci nel ricordo di Maria Vergine Madre e Mediatrice di Grazia è stato un momento ricco di fede e di devozione che ha visto la partecipazione di tante persone del posto e non solo. Ad accoglierci è stata la signora Nadia Shevchuk appartenente alla Comunità greco-cattolica ucraina. La Chiesa di via Costantini, infatti, da sedici anni è la sede della Comunità dei fratelli ucraini guidata dal parroco don Yulian Skaskiv. Tutti i venerdì e tutte le domeniche si ritrovano per celebrare la Divina Liturgia nell’antichissimo rito bizantino della tradizione orientale. La nascita di questo rito liturgico si deve a San Basilio e a San Giovanni Crisostomo, padri della Chiesa del IV secolo, perciò appartiene alla tradizione della Chiesa indivisa. Il rito si diffuse presso le popolazioni slave nel IX secolo grazie ai Santi Cirillo e Metodio “gli apostoli degli slavi”, che crearono con il “cirillico” un alfabeto che ne esprimesse la lingua, consentendo loro la nascita e il mantenimento di un’identità culturale. Certamente l’evento che portò al rapido sviluppo del rito nel mondo orientale è stato il battesimo della Rus’ di Kiev (entità monarchica del Medioevo in parte del territorio delle odierne Ucraina, Russia occidentale, Bielorussia, Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia orientali) nel 988 ad opera del principe Vladimir di Kiev.

All’inizio della Celebrazione il nostro parroco ha rivolto un indirizzo di saluto alla Comunità greco-cattolica ucraina parlando nella loro lingua: “Carissimi, siamo fratelli e camminiamo insieme per seminare speranza e costruire il bene. Grazie per la vostra presenza in questa nostra e vostra comunità.

Preghiamo sempre gli uni per gli altri. Dio vi benedica”. 

Commentando le letture proclamate (cfr. Est 8,3-8.16-17; Sal 66; Gv 2, 1-11)don Raffaele ha sottolineato quanto discreta e materna sia la presenza della Madonna nella vita di Gesù. Poche, pochissime parole quelle di Maria alle Nozze di Cana ed una espressione di totale fiducia e di un immenso amore verso il Figlio: “fate quello che vi dirà”. Sono parole che contengono un programma di vita. Quel programma che Ella ha realizzato come prima discepola del Signore e che consegna sempre a  tutti  noi.

“Fate quello che egli vi dirà…”,significa ascoltare Gesù, seguire la sua parola e  avere fiducia in lui. È questo un messaggio molto confortante, di cui tutti sentiamo il bisogno.

“Fate quello che egli vi dirà…”. È la frase che  racchiude tutta la vita di Maria. La sua vita è stata, infatti, un grande “sì” al Signore. Un “sì” pieno di gioia e di fiducia. Un “sì”, che lei ha vissuto tutta la  vita in totale  fiducia a Dio, in perfetta comunione col Figlio, anche  nei momenti più difficili, fino al  Calvario, ai piedi della croce. Lei non ritira mai il suo “sì”, perché ha posto tutta la  vita nelle mani di Dio: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”(Lc 1,38).

“Fate quello che egli vi dirà…”,è, dunque, un progetto di vita basato sul solido e sicuro fondamento che è  Cristo Gesù.

Nella Preghiera Eucaristica, cuore della Celebrazione, sono stati ricordati coloro che fortemente vollero la costruzione della chiesa come riportato nella lapide marmorea posta all’ingresso: “La signora Saveria D’Ambrosio dei furono D. Michele e D. Maria Fiorillo soddisfacendo ad un voto del suo cuore e delle defunte sue sorelle Luisa, Emilia, Elisabetta, Clementina, tutte vergini consacrate a Gesù Cristo  col suo denaro eresse questa chiesa in onore di Maria SS. delle Grazie.

Il Parroco di S. Gennarello D. Francesco Annunziata si cooperò per la buona riuscita con i suoi savii consigli.

Il Cav. D. Ernesto Bifulco progettò e diresse l’esecuzione. MDCCCXCV (1895)”.

Abbiamo pregato il Signore. Abbiamo cercato il Signore e in questa celebrazione semplice e solenne insieme con Maria. Lo abbiamo trovato nel fratello accanto a noi, negli amici ucraini, nel profumo dell’incenso, nel canto corale, nello scambio di pace, nel pane spezzato, nell’impegno ad essere nella vita quotidiana testimoni della Risurrezione, annunciatori miti e umili del vangelo.

Un momento di festa, semplice e fraterno ha concluso la serata dandoci appuntamento al prossimo anno.

 Osvaldo Iervolino

In “IANUARIUS” – mensile della Parrocchia

San Gennaro in San Gennarello

Anno VIII n° 14 – agosto 2018