Ricorrenze speciali per la comunità greco-cattolica ucraina

Nell’arcidiocesi di Napoli, 18 novembre, si è svolta la commemorazione dell’85° anniversario dell’Holodomor, il cosiddetto “genocidio ucraino”, avvenuto tra il 1932 e il 1933. La parola “holodomor” significa letteralmente “infliggere la morte mediante la fame”, un piano messo in atto da Stalin per sottomettere la popolazione ucraina rurale. Una celebrazione intensa presso la Cattedrale, quella di domenica, conclusasi con l’inatteso scioglimento del sangue di San Gennaro, esposto, nell’ampolla che lo custodisce, per tutta la durata della Divina Liturgia. Circa 7 milioni di persone morirono di morte violenta o innaturale per scelta del regime comunista. Essere greco-cattolico significava essere nemico del popolo sovietico, perché la Chiesa sosteneva l’idea della liberazione del popolo da qualsiasi forma di schiavitù. Il governo sovietico conoscendo la dell’attività della Chiesa, impiegò tutte le sue forse per distruggerla. La vita della Chiesa greco-cattolica continuò a vivere nelle , svolgendo il servizio pastorale senza una struttura ufficiale. Con l’inizio della perestroika, il rinnovamento dell’Unione Sovietica, che ebbe come protagonista Michail Gorbačëv, la Chiesa greco-cattolica iniziò ad uscire dalla clandestinità. Il primo respiro della libertà subito spinse tante persone a lottare con coraggio per i loro interessi soprattutto nazionali e religiosi. L’esistenza delle comunità greco-cattoliche fu riconosciuta dalle autorità sovietiche alla fine di novembre del 1989. In comunione con Roma, la Chiesa graco-cattolica ucraina è presente anche in Italia dove sono impiegati per le comunità ucraini oltre 60 sacerdoti. Sono 44.000 gli ucraini greco-cattolici in Campania. Nella diocesi di Nola sono presenti ad Ottaviano-San Giuseppe Vesuviano (da 17 anni), a Nola (da 18 anni) e a Somma Vesuviana (da 2 anni). Comunità che camminano insieme alle realtà parrocchiali italiane, come dimostra la festa dello scorso 14 ottobre nella comunità greco-cattolica ucraina di Ottaviano-San Giuseppe Vesuviano in occasione del Patrocinio della Madre di Dio con la celebrazione della Divina Liturgia di San Giovani Crisostomo in rito bizantino-ucraino presieduta dal Visitatore Apostolico per i fedeli ucraini in Italia monsignor Dionisio Lachovich. Meditando il vangelo di Marta e Maria, Lachovich si è soffermato sull’importanza dell’ascolto e ha detto con le parole di papa Francesco: . Alla celebrazione hanno partecipato i sacerdoti della Chiesa greco-cattolica Ucraina dalle comunità vicine: p. Ivan Boryn da Salerno, p. Ihor Stus da Pompei, p. Ihor Danylchuk da Caserta e don Raffaele Rianna parroco di San Gennaro in San Gennarello Ottaviano, presente anche domenica nella Cattedrale di Napoli, in rappresentanza della diocesi di Nola. Significativa la presenza dell’Amministrazione Comunale di Ottaviano nella persona del vicesindaco Giuseppe Ruotolo. A sugellare questo giorno il momento di festa con il pranzo tradizionale e canti della cultura ucraina preparati dai bambini e giovani delle tre comunità.